Progetto Scuole Mobili

Le Scuole Vanno Agli Zingari

IL PROGETTO

Consentire a questi gruppi di zingari emarginati, di avere accesso ad un minimo di strumenti culturali (leggere, scrivere ed esercitare il pensiero) che possa garantire loro una condizione di vita più dignitosa ed umana o almeno, non così emarginata.

DESCRIZIONE DEL PROGETTO SCUOLE PER GLI ZINGARI IN BANGLADESH E INDIA

Il progetto di "scuola mobile": presento il progetto del 2013 che ormai da diversi anni è simile e un parziale resoconto fotografico del 2013.

Che cosa sono le scuole mobili per gli zingari?
Sono scuole nelle quali l'insegnante segue il proprio gruppo permanentemente facendo scuola tre ore al giorno, per sei giorni la settimana, con due tappe di vacanza di un mese per ogni anno.
L'insegnante segue gli alunni per due o tre anni, poi ricomincia con un nuovo gruppo. Quasi ogni anno sono stati inviati parecchi di questi bambini da parenti stanziali a continuare la scuola.
Dal gennaio 2003 esistono insegnanti d'appoggio. Essi sono tutti cattolici e la maggior parte catechisti mentre gli insegnanti dei bambini mussulmani sono quasi tutti mussulmani.
Gli insegnanti d’appoggio hanno frequentato la scuola superiore e universitaria e hanno buona esperienza. Questi vivono per 5 giorni in un gruppo, ogni due mesi, in questo modo offrono all'insegnante del gruppo, materiale didattico e nuovi aggiornamenti in modo permanente.

Come ci si organizzava all'inizio?
Ogni mese un gruppo di 12 insegnanti andava alla capitale, in una casa dei Missionari Saveriani. Là si faceva un incontro e si organizzava il mese.
Alla sera ogni insegnante d'appoggio partiva con l'insegnante del gruppo e si raggiungeva l'accampamento dove rimaneva per i 5 giorni consecutivi con L’insegnante e la scolaresca, poi tornava a casa.
Il giorno 10 l'insegnante d'appoggio tornava a Dhaka e un altro insegnante (con cui ci si era accordati precedentemente) lo raggiungeva per accompagnarlo nel proprio accampamento. Il giorno 20 la stessa cosa. L'insegnante d'appoggio e l'altro si erano dati appuntamento a Dhaka per il terzo accampamento.
Si faceva in questo modo perché un nomade non poteva sapere dove si sarebbe trovato 10 o 20 giorni dopo.
Un altro gruppo si trovava mensilmente a Borishal per organizzarsi allo stesso modo. Oggi il tutto è molto più semplice perché con i tel. cellulari ci si comunica con estrema facilità.

C'è poi un tipo di scuola in aree "semisedentarie".
In questi casi la finalità è diversa: mandare i bambini zingari alla scuola dello stato.
Generalmente in questi luoghi (vicino alle grandi città) le strutture scolastiche, nonostante tutti i limiti, ci sono, ma i bambini zingari nei primi anni non ci volevano andare, perché disprezzati e per di più non sentivano nessuna esigenza o stimolo per la scuola.
Una scuola sul posto ha aiutato i genitori e i bambini a capire che la scuola è anche bella, oltre che importante, e nell'arco di due o tre anni sono passati alla scuola statale, e noi abbiamo offerto un doposcuola.
Le nuove leve automaticamente si inseriranno nella struttura statale senza più bisogno di altre strutture "ponte".
La scuola si chiude e si comincia altrove, dando opportunità ad altri.
Questa scuola ha pure lo scopo di coinvolgere delle persone ad interessarsi degli zingari, e queste continuano anche quando la struttura "ponte" è finita.
Il numero delle scuolette in Bangladesh e India è andato aumentando ed è arrivato a 82 per la fine del 2001.
Se ne sono aggiunte 55 tra i nomadi pastori che dopo sei mesi sono state sponsorizzate dalla Conferenza Episcopale dell'India, e il numero è aumentato ogni anno. Mentre da un lato il numero delle scuole aumentava, dall'altro diminuiva per l’autonomia di molte di esse.
Si aggiungono poi le scuole di alcune istituzioni che hanno aderito a questa causa, ma in modo autonomo (esse non sono considerate in questo bilancio).
Si aggiungono pure tutte quelle che abbiamo sovvenzionato per uno o più anni e poi sono diventate indipendenti. Per esempio abbiamo sponsorizzato una NGO offrendo lo stipendio per due scuole mobili in barca. L'anno seguente la stessa NGO aveva già creato altre 27 scuole senza aver più bisogno del nostro sostegno economico.

Come ho appena detto sopra, siamo comunque stati coinvolti in oltre 500 scuolette, molte delle quali sono già diventate autonome. Nell'anno 2012 le scuole mobili erano 145, mentre nel 2013 altre otto sono diventate indipendenti e quindi siamo a quota 137 scuole mobili che continuano ad essere sponsorizzate dalla nostra piccola Organizzazione: "Scuole per gli zingari in Asia"
Nel 2008 si è raggiunto il numero di 10 000 bambini nelle scuole mobili e semisedentarie che facevano riferimento alla nostra ONLUS per la Pastorale dei Nomadi in Asia (in questo caso erano inclusi anche quelli diventati autonomi finanziariamente).
Quando ci occupiamo di "scuole", normalmente entrano nel campo una serie di servizi sociali, quali incontri di educazione alla salute, particolarmente per donne, vaccinazioni, acqua "più pulita", ecc.; tutto questo dipende dalle persone che hanno accettato di promuovere, insieme alla scuola, anche altre attività.
Dal punto di vista economico ci limitiamo agli stipendi degli insegnanti (inclusi quelli di appoggio) e parte della cancelleria più i libri di testo (questi ultimi non sempre, perché spesso le famiglie possono contribuire).

In termini di cifre risulta quanto segue: con € 500,00 è pagato lo stipendio all'insegnante permanente più quello d'appoggio per un anno, un contributo cancelleria, libri, spese di viaggio e cibo per gli insegnanti d'appoggio, durante la trasferta. I costi in India sono molto più alti che in Bangladesh, ma abbiamo livellato le cifre per facilitare l'informazione (quando arriva qualche offerta extra viene accumulata e raggiunta la cifra di 500 Euro si può sovvenzionare un’altra scuola.)
Personalmente ci tengo a sottolineare con gli insegnanti che questo non è uno "stipendio", ma l'integrazione di un altro lavoro. Aggiungo per inciso che a bambini che vivono in queste condizioni non si può chiedere più di tre ore al giorno di scuola. Tre ore di scuola permettono all'insegnante di fare un secondo lavoro, altrimenti non mi sentirei di codificare tanta ingiustizia sociale in nome dei servizi sociali, della carità cristiana e del volontariato (come spesso si fa nel terzo mondo). Nel gruppo indiano dei Bhill gli insegnanti lavorano a tempo pieno insegnando in due gruppi giornalmente.

In che cosa consiste il mio lavoro?
Parlo al passato. In Bangladesh ho potuto vivere accampato con questo o quell’altro gruppo e mentre conducevo la loro stessa vita, cercavo di essere attento al momento in cui il gruppo, sensibilizzato, poteva essere disponibile ad accogliere il progetto scuola: vedere se i genitori erano pronti, se lo erano i bambini, se c'era l'insegnante, e non da ultimo se c'era chi avrebbe potuto sostenere finanziariamente anche da lontano la scuola.
Fin dall’inizio ho cercato di coinvolgere suore, sacerdoti diocesani o religiosi a cui per principio non si paga nessuna amministrazione, ma si richiede il servizio gratuito: essi si inseriscono in questa nuova realtà e si aprono le porte di questo nuovo lavoro tra i nomadi.
Particolarmente in India il mio lavoro consiste nel coinvolgere la Chiesa locale ad accorgersi che gli zingari esistono e che è possibile fare qualcosa con loro. In quel paese non posso accamparmi facilmente perché ho solo un visto turistico.

In Bangladesh posso vivere di più in accampamento in quanto ho un visto regolare e non solo turistico, come quello indiano.
Negli ultimi anni ho scoperto alcuni gruppi nomadi che erano stati battezzati (non si conosce bene la storia di come questo è avvenuto, ma potrebbe essere stato un fenomeno simile a quello dei Sinti piemontesi e lombardi o i Rom abruzzesi che lentamente chiesero tutti il battesimo). Questi anche al presente, continuano a chiedere il battesimo (è comunque un gruppo relativamente piccolo). Non si possono chiamare praticanti, ma la loro identità è cristiana. Ad essi negli ultimi 15 anni ho dato priorità nel mio lavoro, per cui oggi ci sono una settantina di insegnanti catechisti.
Lavorando con questi gruppi di battezzati, nessuno ci può accusare di proselitismo perché (almeno di nome) sono già cristiani.




SCUOLE MOBILI CON ZINGARI PASTORI

Nel 2001 nei villaggi della regione di Jabua, 40 000 bambinifacevani i pastori a tempo pieno. Le loro famiglie accampate nelle periferie di grandi citta’ lavorando in diversi settori (edilizia, ferrovie, asfalti etc) lasciavanoo i bambini soli nei loro villaggi, ad occuparsi del pascolo.
Nasceva per sei mesi all’ anno una societa’ dei bambini. Con essi abbiamo iniziato le scuole mobili che oggi hanno cambiato la loro vita. La scolarizzazione ha avuto fasi diverse di attuazione. In ognuno di quelle centinaia di villaggi, ogni mattino i bambini pastori (da sei a qindici anni) preparavano la loro giornata lavandosi e cucinando il cibo per colazione e per il pranzo che si portavano nella sacca. In un villaggio di trenta famiglie partivano trenta bambini con circa 300 animali. Giunti sul luogo del pascolo 15 bambini si disponevano a controllare gli animali mentre 15 bambini seduti con l’insegnante avevano la prima ora di scuola. Dopo un’ora, i 15 pastori, diventavano alunni e prendevano il posto di quelli che adesso andavano a sostituirli nel pascolare la mandria.

Seguono testi.
Nel 2000 in seguito ad alcune proposte per provvedere a una quaalche forma di scolarizzazione dei bambini pastori del Distretto di Jhabua, abbiamo iniziato a lavorare con 27 insegnanti con Supervisori e Coordinatore. Il progetto ha poi raggiunto il numero di 57 insegnanti e in seguito con doppio turno hanno raggiunto un centinaio di gruppi minori e oggi il progetto probabilmente ha compiuto la sua missione.
Il NEG (Conferenza Episcopale Indiana) e la PACNI (Pastorale dei Nomadi in India) hanno provveduto al finanziamento in questi 16 anni .
Nel 2000, nel Distretto di Jhabua c’erano 804 villaggi con 40 000 Charwaha (bambini pastori) solamente nei villaggi a cui se ne aggiungeva quasi i due terzi nelle aree urbanizzate (si superava comunque certamente i 100 000 bambini che vivevano l’intera giornata a pascolare.
Nel 2000 dove c’erano 200 animali (specialmente bovini) oggi ne sono rimasti 7-8 (tra i quali molte capre).
Nel 2000 un bambino in ogni famiglia si dedicava al pascolo dal mattino alla sera sulle aride e pietrose colline di Jhabua. Nel 2000, almeno 11% dei bambini favevano i pastori, mentre oggi solo piu’ lo 0,6% fa ancora questo lavoro.

Nel 2004 i bambini pastori delle scuole mobili hanno raggiunto il numero di 1700 all’anno.
In questi 16 anni oltre 10 000 bambbini hanno frequentato le nostre scuole mobili.
Nel 2005 I primi bambini delle scuole mobili hanno iniziato il passaggio alle scuole statali.
Fino ad oggi 1200 bambini sono stati promossi e ammessi alle normali Scuole di Stato e alcuni sono entrati nella “Mission School Thandla”.
Nel 2000 nei villaggi appena il 5% dei bambini si permetteva il lusso della scuola, mentre oggi solo piu’lo 0’6% continua il lavoro di pastore.
Ovviamente la storia e’cambiata. Fino a 10 annii fa le colline di questa regione erano coperte di bovini e bambini che li pascolavano. Oggi con una visione a 180 gradi puoi scorgere uno o due gruppi con pochissimi animali. Questa settimana facendo un sopraluoigo dalle 9,30 del mattino alle 12,30 del pomerigio sulle colline di Thandla abbiamo incontrato appena due gruppi accompagnati da pastori adulti con un solo adolescente.

Oggi molti adulti rimpiazzano i bambini e molte famiglie hanno venduto gli animali lasciando cosi’i bambini liberi di andare a scuola
In conclusione possiamo rallegrarci perche’oggi dopo 16 -anni la maggior parte dei bambini lavoratori possono rimpiazzare il lavoro minorile con la scuola.

IN INDIA

Nello stato del Rajasthan, particolarmente significative sono le scuole mobili con i BHILL (uno dei due gruppi cristiani). Da 3 anni, ci sono 50 insegnanti e catechisti che con due turni al giorno raggiungono 100 gruppi di nomadi pastori. Al mattino partono i gruppi di bambini pastori con l'insegnante e alternano un'ora di scuola e un'ora di lavoro che consiste nel pascolare gli animali.

Le singole foto degli alunni generalmente riproducono 2 classi.